06/06/2008

Le pepite d'oro nel fango

 

 

Leonardo è disteso sul letto del suo appartamento  laboratorio a Covent Garden. Non è in vena di creatività oggi. Anzi. Accartoccia fogli su fogli, con fare nervoso che rasenta la shizofrenia. Gli artisti si sa, non usano la gomma da cancellare, anzi spesso è ritenuta un optional indesiderato. “La gomma la lascio agli indecisi”- ha sempre detto con la snobismo di chi sa il fatto suo.

Tutta la mattina per pensare al volto di Giulietta, al taglio dei suoi occhi, alla morbidezza e giovane sensualità  delle labbra, al rosso delle guance. Mille occhi, diecimila espressioni. Ma nessuna convince Leonardo. “Per la scenografia di Giulietta e Romeo, voglio un volto che parli” – pensa. E ne è convinto. “Voglio un’immagine che scorra sul fondale della scena e che lasci lo spettatore quasi indeciso su dove guardare. Voglio che lo sguardo di chi è in platea si perda. E che rimbalzi dal palco al fondale, dalle installazioni laterali agli schermi  che calano dalla soffitta. Bramo un crescendo di emozioni. Voglio i suoi occhi, desidero un’espressione che non tradisca chi guarda. Se un vecchio incontrerà  quegli occhi sulla scena non potrà che dire: “Sono quelli di Giulietta”.Se mia nonna Rita verrà a teatro si dovrà commuovere guardando le immagini scorrere e confondersi con le voci degli attori e dovrà ripensare all’amore di un tempo. Se verrà un giovane si dovrà emozionare come se stesse vivendo quella storia che conosciamo solo dai libri. Ma per fare questo ho bisogno di quegli occhi che oggi non riesco a disegnare”.

Leonardo si alza dal letto disfatto, con le lenzuola calde e pesanti. Appoggia i piedi nudi a terra. Un colpo con la mano ai capelli perennemente arruffati. Guarda i  fogli accartocciati vicino al letto. “Porco mondo!”  -esclama. “Non sono stato buono a compicciare nulla oggi”. E’sempre stato così. Quando aveva in testa l’immagine da creare non ci riusciva mai. Leonardo è uno che riesce a creare solo d’istinto. Come un mago che butta giù le carte e nemmeno le guarda. Il tuo destino lo conosce già. Ce l’ha scritto dentro. “Ginevra riusciva ad ispirarmi”.Come a Roma. Come la prima volta che abbiamo fatto l’amore. Ricordo il sole che penetrava nella stanza dell’hotel e i suoi capelli che sembravano pepite d’oro in un fiume. Io la cercavo da tempo una donna che brillasse così. L’ho dipinta. Guardavo lei. La tela l’ho solo toccata, sfiorata, accarezzata col colore. L’ho spogliata con gli occhi Ginevra quel giorno. Mi guardava. Infantile e maliarda incantatrice. E quando sorrideva mi faceva impazzire. Ha un sorriso che sbaraglia Ginevra. E mi mette allegria. Ho voglia di averla qui”.

 

Guarda ad una ad una le sue foto sul cellulare. In una è ad aspettare l’aliscafo a Capri. Ha un grande cappello turchese fatto ad uncinetto da sua madre. Gli occhi le si intravedono appena. Leonardo scorre le immagini e ogni tanto si ferma. “In questa sembra una bambina”-ha due treccine così fini che pare Anna dai capelli rossi. A cavalcioni su un muretto a San Miniato al Monte. E’ in bianco e nero. Ma è bella lo stesso. Poi le foto fatte girando l’obiettivo verso di loro. Si baciano. Mesi intensi e mossi come le onde del mare agitato. E qualche istantanea per ricordare quei momenti. Per avere voglia di viverne di nuovi. Vorrebbe prendere il primo aereo, scendere a Pisa e poi correre verso Firenze. Da quella donna che non ha dimenticato. Da quegli occhi troppo lontani e che non basta più immaginare, ricordare. Li vuole vedere. Gli occhi della sua donna. Quella che brilla come le pepite d’oro dei fiumi. E, si sa, le pepite sono difficili da trovare nascoste nel fango. Ma se le sai cercare prima o poi quella luce la noti, nascosta dietro le ombre. La afferri. E non sai più farne a meno.

 

(la foto è tratta da Flickr.com)

Commenti

L'amore..ma che cos'è l'amore? si dicono tante cose su di esso..e poi..chissà perchè queste cose vanno a finire nel dimenticatoio..e si sprigionano le forze oscure quali l'odio,la guerra,il razzismo.. Per sapere cos'è l'amore dobbiamo far parlare il nostro cuore..lui saprà cosa dirci..saprà spiegarcelo con le parole adatte..affinché saremo in grado di capire e di farne uso..Non si usa le testa e la ragione quando si ama..ci si lascia trascinare dal cuore,dall'emozione di un bacio,dai sorrisi che vi vengono donati..Non ci si nasconde quando si ama..perché amare è bello..il mondo verrà salvato dall'amore, dall’’' amicizia,dall'allegria,dalla gioia..Non tirati indietro non perdere la speranza! Quando si ama si sa..bisogna essere pronti anche a sfidare l'impossibile...
IO! - tratto da dal quel muscolo che è il mio cuore.

Scritto da: IL GUARDIANO DI PORTA | 10/06/2008

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