16/06/2008
"Adesso che tu sei lontano..."
Una giornata di sole come non se ne vedevano da qualche giorno a Firenze. Ginevra apre la finestra della sua camera prima di correre in bagno per una doccia veloce, prepararsi e andare al lavoro. L'aspettano tanti impegni ma non le interessa. Si sente energica e di buonumore. Sarà che stasera si vedrà con Anita e con altri amici che sta frequentando negli ultimi giorni. Si sente come se stesse tornando a vivere. I primi tempi in cui era partito Leonardo era come la sua vita si fosse fermata, come un'auto da corsa che fa sosta ai box e non riparte più. Era troppo tempo che Ginevra si era fermata ai box. Lavoro, poche uscite e troppe sere passate in casa. Giorni sempre troppo solitari, in compagnia spesso, dei suoi soli pensieri. Di ricordi che aspettava tornassero a farle compagnia. Leonardo lo sentiva per telefono. Ma non era lo stesso che averlo vicino. "Le distanze mettono alla prova i sentimenti" dice sempre Anita. "Se quando Leonardo tornerà sarete innamorati come quando è partito allora sposatelo e non lasciartelo scappare pure questo!". Saggia Anita, belle parole. Ma solo parole. La realtà, spesso, è ben diversa. C'è sempre qualcun altro a cui ogni giorno si regalano sorrisi, parole, momenti vissuti.
"Io credo alla quotidianità dell'amore" - aveva sempre pensato Ginevra. E l'ha pensato spesso in questi giorni. E' la quotidianità che l'uccide ed è lei che lo fa vivere. Non ho mai amato i rapporti a distanza, quelli in cui la conoscenza tra due persone si logora sino a divenire estraneità - medita la ragazza. "Che ci diciamo al telefono?"- si interrogava Ginevra. "Ciao amore come stai?". E lui. "Qui a Londra piove. C'è sempre un'aria così grigia. Tu come va al lavoro?". Il tutto condito da qualche "mi manchi" sempre presente nelle telefonate tra innamorati lontani e quel "tornerò presto", anch'esso indispensabile segno di un amore che cerca di guardare al futuro nonostante la distanza. <<Non me ne faccio niente Leonardo dei tuoi tornerò, dei tuoi "avremo una casa con dieci bambini e le oche nel giardino", non me ne faccio niente del tuo "ci sentiamo domani". Io ti voglio qui. E se non ci sei oggi non ci sarai nemmeno domani. Non voglio un appuntamento col futuro. Quando tornerai potrebbe essere già scaduto, come la data impressa impressa sui barattoli dei pomodori pelati al supermercato".
Fa scorrere l'acqua fredda sui capelli, mentre stringe gli occhi, reclina il capo all'indietro e lascia che il getto della doccia le bagni il volto, picchiettando come pioggia sull'asfalto. Musica per gli orecchi e per l'anima. Un gracchiare sonoro che fa compagnia ai suoi pensieri. Alla confusione che anima i suoi giorni. Leonardo in tutto questo tempo le era mancato. Tanto. Ma la certezza del loro amore l'aveva sempre aiutata, fino ad oggi, a guardare al domani con gli occhi di chi sa cosa l'aspetterà il giorno nuovo. Una certezza affievolita dai mesi. Uscire da casa e dalla solitudine di chi aspetta qualcuno che deve tornare aveva fatto crollare il suo castello di sicurezza, il ponte levatoio era già calato e le mura incominciavano ad essere sempre più attaccabili dall'esterno. Si divertiva in mezzo agli amici di Anita.
C'era Luca, che di mestiere fa il vigile nel centro storico di Firenze, l'uomo dalla battuta facile. Tre parole e ti scompiscia dal ridere. E Marco, intellettuale e intrigante. Qualche ragazza con la quale non aveva approfondito più di tanto l'amicizia e Andrea, responsabile della comunicazione di grande azienda fiorentina. Un creativo, geniale, dirompente, simpatico. Semplice. In molte cose simile a Leonardo ma lui non era a Londra. Era lì. Sempre più presente. Non mancava ad una cena, ad un aperitivo, ad una serata al cinema o al ritrovo del giovedì a casa di Anita. Spesso, lui e Ginevra, parlavano ininterrottamente fino alle due o le tre del mattino. Solo una nuova amicizia, è vero, ma l'aria di novità la turbava. Ha paura, Ginevra, di quell'adrenalina che sale, di quell'energia che accompagna le sue giornate. Della voglia di arrivare alle sei, uscire dal lavoro, prepararsi e vedere gli amici. Ha paura della complicità che sta nascendo con Andrea. "E' solo amicizia, non devo preoccuparmi di niente" - si ripete sentendosi stranamente in colpa. "Io amo Leonardo". Quel Leonardo che, all'insaputa di lei sta correndo a prendere il primo aereo per rivederla e portarla con sè. La lontanza è diventata insopportabile per lui. Non è servita nemmeno la vivacità di Londra a fargli sentire meno forte la mancanza di Ginevra. Se la trova davanti anche se non c'è. Pure nel riflesso della grande vetrata affacciata sul pullulare infinito di gente a Covent Garden. C'è Ginevra con indosso la sua camicia azzurra, quella della buone occasioni, che cammina a piedi nudi sul parquet. Con gli occhi ancora assonnati. Ma è solo un'ombra. Un'ombra d'amore.
01:45
Scritto da: genevieve1975
in Amore | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: a piedi nudi nell'amore, blog, leonardo, ginevra, amore, coppia, passioni | OKNOtizie |
Facebook




















Commenti
Ciao Ginevra,bel Blog,complimenti,
Raimondo Poeta Scrittore
un abbraccio
Scritto da: Raimondo | 16/06/2008
Scrivi un commento