08/11/2008
Andare, Partire, Tornare

Tornare, partire, tornare di nuovo. E poi riprendere le valigie in mano e lasciarsi. Accompagnare qualcuno alla stazione, sentire le ruote del trolley che fanno rumore mentre strusciano sull’asfalto trascinate da una mano veloce e da piedi che corrono verso i binari. Alzare in aria la mano e fare ciao e rimanere lì, almeno fino a che il treno diventa solo una macchia in lontanza. Una scena di quelle viste e riviste negli anni, quando parti tu, quando sono gli altri ad andare. Ginevra ci pensa, mentre alza in aria quella mano, sventolandola più in alto che può. Leonardo è già, lontano. Va a prendersi il suo aereo per Londra. Lei si volta e torna verso l’auto, stringendosi nella maglia di cotone per coprirsi dal freddo pungente del mattino. Ha ancora i capelli un po’ arruffati, tenuti su da un laccio che ha messo sù alla rinfusa, dandogli due giri veloci intorno alla coda.
Non ha neppure la borsa con sé, l’ha lasciata in auto, parcheggiata vicino al MacDonalds, tra l’odore del fritto che già invade l’aria di prima mattina. Si allontana veloce, con lo sguardo rivolto a terra, dritto sulle punte delle scarpe. Un minuto ed è all’auto. Le spie dell’apertura centralizzata fanno illuminare le frecce mentre lei si infila al posto del guidatore e si lascia andare per qualche momento. Appoggia le mani al volante e fa cadere la testa all’indietro, accostandosi completamente al seggiolino. Si sente sola ed è così che ha voglia di sentirsi oggi. Perché è così che è. Sola. Accende la radio e fa correre la musica mentre gira la chiave nel quadro e accende il motore. Toglie il freno a mano, lascia la frizione e spinge l’acceleratore. Deve solo partire adesso. C’è la solita zingara al semaforo prima della Lazzi, sembra che non vada mai a dormire. Una volta le chiese pure se voleva che le leggesse la mano. Ginevra la guardò con l’aria di sufficienza di chi pensa “Vai a lavorare che è meglio e levati di torno che non è mattinata” mentre proseguì per la sua strada.
Ma quella zingara, la stessa che stamani è di faccia al semaforo della stazione, la rincorse dicendo qualcosa di incomprensibile. Mischiava parole in italiano ad altre nella propria lingua muovendo le dita sporche con le unghie annerite affamate d’acqua e sapone, davanti agli occhi della ragazza che cercava di non fermarsi, convinta che la zingara si sarebbe stancata. “Non mi interessa, grazie” – le disse alla fine fermandosi un secondo e lanciando alla donna un’occhiata fulminante. Arrivarono le solite maledizioni che piombano tra capo e collo quando decidi di non dargli nemmeno cinquanta centesimi ma Ginevra non se ne preoccupò. Continuò a camminare pensando che, alla fine, le vite sono talmente uguali che non serve che qualcuno ti legga la mano o ti tiri le maledizioni. Siamo felici, si piange, ci si lascia, si nasce e si muore. E sono emozioni, benevole o malevole che toccano tutti prima o poi.
Arriva il verde e Ginevra è costretta a abbandonare i pensieri sulla vecchia zingara mentre torna a casa. Oggi niente lavoro, si è presa un giorno di ferie . “Ho solo voglia di infilarmi una tuta e mettermi in terrazza a godermi qualche raggio di sole, annaffiare i gerani, mettere su un buon disco e scrivere”. E questo le sembra un buon inizio per circondarsi di gesti semplici ma comunque appaganti. Anche da sola.

12:00
Scritto da: genevieve1975
in Amore | Link permanente | Commenti (4)
|
Segnala
| Tag: a piedi nudi nell'amore, simona bellocci, zingara, partire, andare, tornare, amore | OKNOtizie |
Facebook




















Commenti
Simona,
che questo 2009 possa
"infracietare" i tuoi piedi di tanto, tanto amore
buon anno
mimmo
Scritto da: mimmo | 31/12/2008
Simona,
ma non fai più post ?
L'idea della tua mamma mi piace un sacco
però dobbiamo pianificare bene le cose!
a presto
mimmo
Scritto da: mimmo | 06/01/2009
COMPLIMENTI!!!ho letto i tuoi post tutti d'un fiato...ho la tua stessa passione per la scrittura e pochi riescono ad emozionarmi come Te...
Scritto da: marcella | 14/01/2009
Per ringraziarti...ti accompagno a Ischia!
Bacio Mamy
Scritto da: cristina | 27/12/2009
Scrivi un commento