17/06/2010
Galleggiare. A braccia aperte.

Che sapore hanno i sogni? Ginevra se lo chiede mentre è seduta, al tavolino di un bar, a guardare il mare. Piove oggi, piove ma c’è luce nel cielo. E l’aria è fresca, pulita. Tranquilla. E’ fuori città per lavoro ma è come se fosse a casa. Il cellulare fa due squilli. E arriva un messaggio. Guarda il display e sorride. E’ Leonardo. Leonardo che è a Londra ma è come se fosse lì, pronto a sorridere di fronte a una crema catalana e un bicchiere di acqua frizzante. “Hey scimmietta, io non mangio neppure da quanto lavoro e tu sei al mare a non far niente? Maledetta…”. Legge e lo immagina con il suo sguardo malizioso e il sorriso che esplode contagioso.
Le capita spesso di pensare a come sorride, come si muove tra la gente, come parla quando lei non c’è. Perché le sue espressioni le conosce tutte e parlano di lui. Quando alza le sopracciglia, quando ride e gli vengono le rughe agli occhi che lo rendono ancora più bello, vero, genuino. Quando gira il cucchiaino nel caffè, esce dal bar e dice “grazie, buona giornata”.
Ginevra appoggia le mani sotto al mento, i gomiti sul tavolo. E’ assorta dal rumore delle onde, dal salmastro che si attacca alla pelle e le arriccia i capelli. Il vento smuove tutto dentro di lei. E la salsedine sa di ricordi. Leonardo non c’è. Ma è come se ci fosse. Lo sente vicino come non era mai successo con nessuno. E dal primo momento che si sono incontrati ha subito avvertito al mattino, svegliandosi, un senso di felicità piena. Come se d’improvviso non mancasse niente. Altre volte aveva creduto di essersi innamorata. Altre volte si era svegliata al mattino ma la sensazione era quella di essere sola. Magari poi si ricordava pure di avere qualcuno vicino. Ma non era la stessa cosa. Aveva sempre viaggiato su binari paralleli. Con Leonardo il treno è lo stesso, stesso scompartimento, stessa carrozza, stesso numero di posto. Con Leonardo è alchimia di sensazioni. Di pensieri e di parole.
Succede che si guardano e scoppiano a ridere. Senza bisogno di dirsi niente. Succede che l’irrazionalità ti carpisce improvvisa, quando meno te l’aspetti e non puoi fare altro che farti travolgere. Come quando sei in mezzo al mare e ti piace rimanere a galla, a braccia aperte con lo sguardo rivolto verso il cielo. Ti lasci trasportare dalla corrente, che ti porta al largo. Che ti porta a riva. E ti accarezza l’anima. A quel punto non desideri nient’altro. Nient’altro serve se non respirare nel profondo quell’emozione che è ossigeno per la tua vita, che è aria di primavera. Ginevra ascolta il mare. Da qualche parte anche Leonardo, ne è convinta, lo starà sentendo. Ad occhi chiusi, come lei. Magicamente uniti da un sogno che inizia di giorno, accarezzato dalla luce del sole.
19:57
Scritto da: genevieve1975
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